Archivio per Ottobre 2007

Facce come il culo

Leggetevi il resoconto fatto dai quotidiani. Leggetevi come gestiscono le votazioni nelle commissioni parlamentari, la furbata dell’ultrà forzista Elio Vito che si presenta all’ultimo minuto e costringe gli uomini dell’Unione a un vorticoso giro di telefonate per radunare gli assenti. Il risultato dell’ennesima squallida pantomima della nostra politica è che la commissione d’inchiesta sui fatti del G8 genovese del 2001 è stata stoppata alla Camera. Decisivi i voti dei rappresentanti dell’Udeur e dell’Italia dei Valori, decisiva la latitanza dei due esponenti della Rosa nel Pugno. Ciò che è successo a Genova, la barbarie dei poliziotti drogati, con gli occhi a palla, che picchiavano il manganello sullo scudo di plexiglass e massacravano ragazzi e madri di famiglia, resterà una delle tante nefandezze insabbiate. “Volevano indagare solo sulla polizia”, dice quel grande statista che risponde al nome di Antonio Di Pietro, e forse dimentica che al processo di Genova, la procura, non più tardi di una settimana fa, ha chiesto pene per complessivi 225 anni di carcere a danno dei 25 no global accusati di devastazione e saccheggio. Mi vergogno. 

Auguri

Cosa pensate se vi dico West Coast? E se vi dico Grateful Dead, Allman Brothers, Buffalo Springfield? Cosa pensate se vi parlo dell’Estate dell’Amore? Io penso ai Jefferson Airplane e alla loro cantante Grace Slick, splendida mora, occhi verdi, seducente. Oggi, proprio oggi, la signora Slick compie 68 anni, ma per me è ancora quella del ‘74, quando incise e pubblicò il proprio capolavoro solista, Manhole, che se mi volete bene dovete assolutamente procurarvi.

mo’ sto bbene

La carne liquida, i neri profondi come l’abisso, i bianchi allucinati. Accattone cammina tra le macerie di Roma, si lascia vivere, quando ride sembra che pianga e se piange sembra che rida. Sogna il suo funerale, poi ruba una motocicletta, cade. Mo’ sto bbene, dice prima di morire. Non amo particolarmente P.P.P., ma Accattone è un capolavoro, e dalla versione restaurata uscita in dvd poco più di un anno fa, l’immagine e le musiche di Bach escono in maniera potente. Un bel modo di passare la domenica pomeriggio, quando si litiga con la fidanzata, e si vorrebbe quasi (quasi!) morire.

genova, corso italia, 26 ottobre alle 16:37

Fu la vista del simpatico botolo, l’incontro con lui, bel botolino Testimone di Geova. Dal momento in cui lo incontrai, ieri pomeriggio, il mio umore trovò giovamento. Camminavo infatti preda delle mie paure sulla promenade che costeggia il Lido. Continuavo a macerarmi sui motivi che mi avevano condotto a quel colmo di disperazione. Poi vidi il botolo, ben vestito da Testimone di Geova, alto non più di centodieci-centoquindici centimetri. Avrà avuto forse otto anni, ma mi si parò innanzi con un’espressione dolce e seria nello stesso tempo, un’espressione adulta che bene si accordava con la cravatta e tutto il vestimento da Testimone di Geova di cui era pavesato. Parlava con una proprietà di linguaggio che sbigottiva, ed era un piacere sentirlo raccontare, sentirlo esporre i motivi per i quali. A sentire quella voce argentina il mio cuore esultò, fui felice, fui così felice di quel suo breve monologo, e quando il botolo mi chiese se mi interessava approfondire l’argomento, se desiderassi partecipare a una delle loro riunioni, fu una gioia rispondergli sorridendo: – No.

che ora è?

Sono le 11. Sulla home page di Repubblica da più di un’ora, è comparso il link per accedere a un articolo che parla di una clamorosa dichiarazione del segretario di stato vaticano, Tarcisio Bertone. Io lo conosco, Bertone. Prima della carica che attualmente ricopre è stato cardinale di Genova, e io sono genovese. Non mi è tanto simpatico, come prete. Andava a vedere le partite vestito da prete e faceva le radiocronache per le televisioni locali. Questa cosa mi dava fastidio. Ora se ne esce dichiarando che bisogna smetterla con le inchieste giornalistiche riguardanti i finanziamenti pubblici a favore della Chiesa. Ovviamente la perentorietà e l’arroganza delle sue parole si commentano da sole. Quello che invece mi sembra incredibile è che in un’ora, da quando l’articolo è comparso sulla pagina di Repubblica, nessun lettore abbia sentito la necessità di partecipare al forum corrispondente per dire qualcosa, anche semplicemente un “Bertone, cazzo dici?”.

PS: Il primo intervento sul forum di Repubblica, ho verificato, è stato inviato mentre scrivevo questo post, e ad esso ne sono seguiti molti altri che, però, sono sempre troppo pochi.

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