Archivio per Gennaio 2008

Pulerà

Quanti palleggi ha fatto Tonino Pulerà nel cortile della scuola, in un pomeriggio tardo primaverile di 30 (leggasi trenta!) anni fa? Trecento? Quattrocento? Te lo dico io. Ne ha fatti cinquemila. Cinquemila palleggi con il ginocchio, toc toc, cinquemila cazzo!, toc toc, un’ora e mezza di palleggi con il ginocchio, toc toc… Chi glieli ha contati? Io! Io gliel’ho contati. Tonino Pulerà ha tre o quattro anni più di me, all’epoca quindi ne aveva quindici al massimo. Era un fenomeno con il pallone. Lui, Barbera (che adesso fa il poliziotto) e il fratello di Barbera contro una squadra di dieci. E vincevano sempre loro. Tonino Pulerà ha fatto cinquemila palleggi. Se qualcuno gli diceva che con il ginocchio sono capaci tutti, lui gli passava la palla e diceva: prova. I più bravi ne facevano cinquanta. Era senza mamma, Tonino Pulerà, a un certo punto dicevano che si era messo in qualche giro strano. Alla fine è andato in una comunità di recupero, in Sardegna, di cui oggi è uno dei coordinatori. L’ho incontrato ieri, con il suo bimbo piccolo. Tonino, ti ricordi di me? No, mi spiace. Sono quello che ti ha contato i cinquemila palleggi. I palleggi me li ricordo, dice lui, ma che fossi stato tu a contarmeli no. Che cazzo, Tonino. Quando ti ho detto cinquemila, l’ultimo pallone lo hai mandato contro il muretto, quindi a rigore ne hai fatti cinquemila e uno, ti ricordi? Sì, me lo ricordo, ma te… Te no, mi dispiace. Tonino Pulerà, un idolo della mia infanzia, anche se adesso mi sa che sei un po’ stronzo.

Non si dimette nessuno

A parte Mastella, che è cattivo e vuole fare cadere il governo per un bieco sentimento di vendetta, in ’sto paese non si dimette nessuno. Bassolino, sommerso dalla spazzatura, fa finta di niente e ha la faccia come le tre scimmiette che non vedono, non sentono, non parlano, come la faccia delle tre scimmiette sovrapposte!, e Cuffaro, addirittura, è contento perché al processo gli hanno dato solo cinque anni! Eccheccazzo, ma si può? Mi dimetto io, allora, che per quindici giorni sono fuori Genova, a fare le prove di uno spettacolo, e mi pagano anche! Quindi ci risentiamo tra due settimane. Forte, nevvero?

Torta di zucca

Ricetta per 3/4 persone.

Ingredienti: una cipolla bianca, 300 gr di funghi porcini (surgelati vanno più che bene), 500 gr di zucca, 120 gr di parmigiano grattugiato, 250 gr di stracchino, 250 gr di pasta sfoglia, olio d’oliva, maggiorana q.b.

Prendi una casseruola, fai passare in un po’ d’olio la cipolla bianca tagliata fine con i funghi, anche loro a tocchetti piccoli. Quando vedi che la cipolla comincia ad appassire, inserisci la zucca che avrai tagliato a listelle sottili per sveltire la cottura. Lasci amalgamare tutto per una ventina di minuti (se è il caso aggiungi un po’ d’olio, ma non tanto) ricordando di girare frequentemente con il fottuto mestolino, il cucchiaio di legno, come si chiama? Poi prendi il minipimer, quell’affare, sai? Quell’affare che serve a… Vabbè, ci siamo capiti. Con il minipimer sbricioli, dissesti, sgomenti il tutto e quando il ripieno è diventato una pasterella ci aggiungi parmigiano, stracchino e maggiorana. La maggiorana è importante! Puoi usare  anche quella che vendono ai supermercati, nei contenitori delle spezie, hai presente? Usa quella che cazzo vuoi, ma non ti dimenticare la maggiorana (che in dialetto genovese si chiama “persa”). Hai fatto? Perfetto. Ora dai ancora una mescolatina sul fuoco, di modo che lo stracchino si sciolga bene, e versa nella pasta sfoglia (ho messo il link della ricetta, ma va bene anche quella pronta dei supermercati, specialmente quella Stuffer, che è portentosa), che avrai provveduto a stendere su una teglia antiaderenza. Lascia in forno per 25 minuti a 200 gradi ed è fatta. Hai capito?

 A me piace, alla dottoressa anche.

Spazzatura

Gli amministratori della città, a braccetto con il racket dell’immondizia, hanno fatto di Napoli una discarica. La politica, naturalmente, non sa che pesci prendere. I cittadini si stanno incazzando, vivaddio, ma sempre troppo poco. In questo paese dove di normale non c’è un beato cazzo, tutto questo è quasi normale. Ma quel formidabile statista di Formigoni, quell’enorme, brizzolata testa di governatore lombardo che qualche anno fa se la tirava da casto, che se ne esce con la frase “Non possiamo accogliere i rifiuti campani perché i nostri inceneritori sono tarati sulla tipologia dei rifiuti lombardi” è inaccettabile, ed è la cosa più ignobilmente razzista che le mie orecchie abbiano mai ascoltato.

Si chiama Nicola

Si chiama Nicola, è un mio amico, ed è un po’ matto. Di cognome fa Selvagi, anche se in realtà suo padre si chiama Selvaggi. Colpa di uno sbaglio dell’impiegato dell’anagrafe. Nicola, però, a quella ‘g’ di meno, ci tiene molto, lo fa sentire speciale. Due anni fa a cominciato a scrivere un blog che ha curato per il tempo record di dieci giorni o giù di lì e dopo il G8 genovese del 2001, ha scritto con me una commedia (ma l’idea di partenza e le trovate più interessanti sono le sue) che questa primavera, se il diavolo non ci mette lo zampino, metteremo in scena negli spazi dell’ex manicomio provinciale di Quarto. Naturalmente il testo è a disposizione di chi ne facesse richiesta. Ti ho fatto pubblicità, come mi avevi ordinato. Sei contento Nicola?

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