C’era questa ragazza, sembrava una hippie, una testata di riccioli biondo rame, eravamo a casa del mio amico Andrea per ’sto cazzo di cortometraggio. La hippie si chiama Carlotta, mi ha fatto una capa tanta. Per essere felici, diceva, bisogna dimenticarsi di se stessi, avere il cervello sgombro dai pensieri, ci riescono in pochi, alcuni santoni in India, qualcuno l’ho anche conosciuto. Beata, ho pensato io. Che poi non è mica facile non pensare. Lei ha detto che ci sono due tecniche. La prima è guardarsi la punta del naso e fare una cosa che mi ha spiegato ma non la so ripetere. La seconda sembra in contraddizione con l’obiettivo ultimo di non pensare, ovvero si deve seguire liberamente il flusso dei propri pensieri finché non pensi più a niente, ma con questa tecnica ci stai poco con il cervello sgombro, perché te ne accorgi subito che non stai pensando, e se te ne accorgi vuol dire che stai pensando di nuovo. Vabbe’, proviamo. Mi sono messo in una angolo, seduto in una poltrona un po’ isolata e per essere sicuro ho seguito il filo dei miei pensieri guardandomi la punta del naso. Ci sto provando da ieri. Per il momento non è ancora successo niente, o meglio non mi sono sgombrato un bel cazzo di niente, però, ieri sera, a un certo punto la hippie Carlotta si è avvicinata alla poltrona e mi ha chiesto se mi poteva fare un pompino.
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