Archivio per Maggio 2008

Fratello

Fratello, quali sono le tue priorità? La cena calda mentre il mondo esplode. Spostare al largo l’orizzonte dell’acquisto. Fra molti anni a partire da ora, quando il cellophane della poltrona si sarà completamente lacerato, ti accorgerai che la tua vita è stata tutto uno show di Truman. Fratello.

Indiana Jones

L’altra sera sono andato a vedere l’ultimo film di Indiana Jones. C’era Indiana Jones vecchierello, pieno di rughe, i capelli bianchi. Si è dovuto nascondere in un frigorifero e per un istante si è vista anche l’arca dell’alleanza. Poi, tutto intorno alla scuola di Indiana Jones, c’erano le statue del suo amico Brody, i ritratti del suo amico Brody, le foto del suo amico Brody e anche del babbo. Purtroppo erano morti. Improvvisamente ecco che è arrivato un ragazzo con la moto che si pettinava in continuazione e sono andati a fare un giro spericolato, lui e Indiana, inseguiti dai russi! E anche una missione speciale in un cimitero antico che si vedeva lontano un miglio che era di cartapesta! Mi è piaciuto molto fin qui questo Indiana Jones, anche se i primi erano più belli. Ma da questo punto comincia la parte più divertente. C’era un amico di Indiana Jones che lo chiamava Jonsi e non si capiva se faceva il doppio gioco, il triplo gioco, che cazzo di gioco faceva questo amico di Indiana Jones? Era dalla parte dei buoni o dei cattivi? Comunque dopo un po’ è arrivato un professore mezzo scemo ma soprattutto lei, la fidanzata di Indiana Jones nel primo film dei predatori dell’arca perduta, che a me mi piaceva un sacco nel primo film! Adesso meno, perché ha delle tettone da vecchia, non importa. Sono saliti su una macchina, ancora inseguiti dai russi, in mezzo a una foresta, poi strapiombi, poi cascate! Nelle sabbie mobili la prima fidanzata di Indiana Jones, che era anche la mamma del ragazzo con la moto, gli ha detto: quello lì è tuo figlio! E allora Indiana Jones con la sabbia fino al collo gli ha risposto: perché non gli hai fatto finire gli studi? Alla fine gli extrateresti sono scappati con un’astronave che sembrava un disco volante, e io mi sono commosso perché Indiana Jones e la sua prima fidanzata (ora mi ricordo: si chiama Marion) si sono sposati. Tanti anni sono passati, Indiana Jones aveva avuto un sacco di fidanzate, ma poi loro due si sono sposati d’amore e a me piacciono un sacco le storie romantiche! Hanno aperto la porta della chiesa, camminavano a braccetto. È arrivato un vento che ha fatto volare il cappello a Indiana Jones e si è fermato ai piedi di suo figlio con la moto! La moto non dentro la chiesa, parcheggiata fuori! Però cosa vuol dire che il cappello si è fermato ai piedi di suo figlio? Forse che Indiana Jones andrà in pensione? Forse che adesso l’archeologo lo farà il figlio? Non ci scommetterei, perché infatti con un’espressione furba il vecchierello Indiana Jones ha fregato il figlio e si è ripreso il cappello, e resta sempre il mio eroe preferito!

מטופש

Ultimamente c’è un sacco di gente che mi saluta. Per strada, un sacco. Gente che non conosco, intendo. Di tutte le età. Mi guardano e salutano. I ragazzi forse sono compagni di scuola di mio figlio, ma gli altri chi cazzo sono? Quando ero più giovane ero un personaggio piuttosto noto, nella mia cittadina. Non posso negarlo. Ero più giovane e con molti capelli in più. Facevo l’attore. Una volta, in coda alle poste, un tipo mi ha riconosciuto. In coda alle poste, giuro. Voleva l’autografo. Diceva che mi aveva visto in uno spettacolo che in realtà non avevo fatto. Si confondeva, va bene, però io facevo l’attore sul serio. E quel tipo voleva l’autografo. Pensare a questo episodio mi viene da ridere. Me ne vengono in mente anche altri, di episodi. Tutti così, da ridere. Mi vengono in mente e rido. Rido mentre mi salutano. Forse mi salutano perché rido. Mi salutano perché hanno scoperto la mia vera identità. Lo scemo del villaggio.

Irlanda

Io vorrei andare a fare una vacanza in Irlanda. C’è un mio amico che ha un pub, è un amico di infanzia, suona bene la chitarra. È andato in Irlanda e ha aperto un pub non so dove, forse a Curraghill, oppure a Cork. In Irlanda succede che piove anche quando c’è il sole, dipende dalla latitudine. Per essere verde, l’Irlanda è verde. Si tratta di una leggenda che corrisponde al vero. Invece io credevo che le ragazze avessero tutte le lentiggini, i capelli rossi e la pelle chiara. Il mio amico dice che ce ne sono tante così, ma mica tutte. La sua fidanzata, per esempio, sembra Nefertiti. In Irlanda ci sono le fate e gli elfi. Il grande Puffo pare che sia nato in un bosco alla periferia di Dublino. Se vado in Irlanda vado a farmi dei tour sui luoghi joyciani o anche beckettiani. Dylan Thomas di dov’era? Del Galles, non c’entra una mazza. Dell’Irlanda ne parlano tutti. Te dove vuoi andare in vacanza? In Irlanda. E te? Scozia oppure Irlanda. Io mi sono accorto che dell’Irlanda non so veramente un cazzo, però vorrei andarci lo stesso. Una lunga vacanza, i pub, i paesini caratteristici, immersi nel verde, i tramonti incendiati e Babe, il maialino coraggioso. Vado in Irlanda, e se dio vuole mi perdo e non torno più.

La vita è perfetta

Quando ero piccolo, e almeno fino ai quindici anni, andavo a giocare a pallone tutti i giorni. Un vero patito. Il campetto della parrocchia era teatro di epiche partite che cominciavano alle due del pomeriggio e andavano avanti almeno fino alle sei. Quando ero piccolo il pensiero più triste era considerare che a un certo punto non avrei più giocato a pallone, perché sai, sarei diventato grande, ci sarebbero stati gli impegni, il lavoro, tutte quelle balle lì. Allora avevo stabilito che la mia carriera sarebbe terminata a quarant’anni. Quarant’anni mi sembrava l’eta giusta per appendere le scarpe al chiodo. In realtà attorno ai vent’anni di giocare a pallone non me ne fregava più niente e quindi rinunciare al calcio è stato piuttosto indolore. A vent’anni avevo capito che meglio di giocare a pallone era innamorarsi e fare l’amore con l’oggetto dei tuoi desideri. Poi, a ventuno, realizzai che fare l’amore anche con una ragazza che non era esattamente l’oggetto dei tuoi desideri andava abbastanza bene lo stesso, e mi veniva una malinconia tremenda a pensare che a un certo punto avrei dovuto smetterla con il sesso. Settantacinque anni. Avevo stabilito che settantacinque anni era l’eta giusta per l’ultimo hurrà. Ora potrei dire che con il sesso l’ho smessa moooolto prima dei settantacinque anni, ma non è questo il punto. Il punto è che tutte le cose belle, le cose per cui ti sembra valga la pena vivere, le cose che magari hai paura di perdere, cominciano a non essere più importanti molto prima di averle perdute e, in generale, la vita, quanto stai arrivando alla mezza età, come me, inizia a farti tanto di quello schifo, che di rinunciare a un mucchio di cose, quasi a tutte, direi, non te ne frega più un cazzo. Credo che questo meccanismo, che alla fine ti libera anche dalla paura di morire, renda la vita perfetta.

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