Archivio per Luglio 2009

Chi pagherà per tutto questo?

poesia sulla poesia scritta in mancanza di meglio vicino a Porto Recanati

 

 

Che cosa è meglio?
È meglio una poesia dove si capisce tutto?
È meglio una poesia con gli uccellini e il vento?
È meglio una poesia lunga quattrocento pagine?
È meglio una poesia dove ci sono dei personaggi?
È meglio una poesia che fa diventare triste per due ore?
È meglio una poesia giapponese?
È meglio una poesia dove non c’è mai la lettera effe?
È meglio una poesia che a guardarla bene non sembra neanche una poesia?
È meglio una poesia che fa divertire i bambini?
È meglio una poesia scritta da un vero poeta?
È meglio una poesia con le parole antiche?
È meglio una poesia che si può leggere anche stando in pigiama?
È meglio una poesia d’amore scritta a pennarello sul muro della sala d’aspetto della stazione ferroviaria di Porto Recanati?
È meglio una poesia di Giacomo Leopardi?
È meglio una poesia che si può leggere all’incontrario e sembra uguale?
È meglio una poesia fatta con il computer?
È meglio una poesia che si può cantare come una canzone?
È meglio una poesia recitata ad alta voce in autobus mentre tutti fanno finta di non sentire?
È meglio una poesia che ho scritta io?
Che cosa è meglio?

(Giulio Mozzi, da Fantasmi e Fughe, Einaudi, 1999)

Un libro naturale – Manuale di divulgazione scientifica

SIGLA

E finalmente, bambini, padri di famiglia taroccati, dopo questo l’ultimo sfogo forse legittimo ma dal quale, per correttezza, ci dissociamo, è giunto il momento di concludere la nostra esauriente ricerca sugli alberi. Finalmente è giunto il momento di un grande ringraziamento al nostro benigno sponsor che ce li ha messi a disposizione, supremo ospite, maitre della madonna. In laude per questi lunghi alberi e per sorella fronda nutritiva, di un bel sostentamento materiale ogni laude laudabile, e laude per i doni: i loro frutti regalati (ma regalati sudando) da un tipo di frutteto a tratti dolce, a tratti estivo, a tratti pure aspro. E poi, in fondo, ultimo ma non ultimo, come una foglia tiepida d’iconografica romanticheria, come un astro del ciel di un pargol divin, emblema massimo di destini che si stanno progettando per noi, insomma: da là, da dove arriva quel tenue lucore, quel brillio che, ci pare, non è quello di un semplice fiammifero, quella lucetta a forma di arco, di spicchio di luna, non la vedi? Da là si avvicina zitta zitta una banana, assurda nella sua complessione di virgola, tutta giallina, palliduccia, e tendente al tigrato aggressivo, così chiamata perché la sua forma ricorda i [desiderantur]

glande glande glande

annientamento

Seduto sulla tazza del water, aprì a caso le prime pagine del suo vetusto dizionario dei sinonimi. Alla voce di cui al titolo, trovò: sbaraglio disfatta dispersione sconfitta distruzione rovina dissoluzione dissolvimento sfacelo decomposizione demolizione scoraggiamento abrogazione abolizione smantellamento defalco detrazione riduzione tara massacro sterminio strage crollo abbatimento diroccamento morte. Richiuse il dizionario e, felice, poté continuare a defecare, canticchiando.

Guado

io ieri sdraiato sulla riva del guado sentivo che il vento arrivava perché vibravano gli alberi più lontani e per un attimo mi sono dimenticato di me e ho creduto di essere una pietra l’onda il pesce che nuotava a un palmo dai miei piedi

Pagina Successiva »


è quel che dico anch'io...

tito su Capolavoro assoluto
bloggo su Capolavoro assoluto
davide (rred) su Genovesi!
Mitì su Genovesi!
Stefi su Banalizzami
davide (rred) su Banalizzami
federico su Banalizzami
davide (rred) su Odio
Andrea Buoninfante su Odio
mauri (il miglior co… su Odio

Chi c'è

  • 12,503 passanti non identificati

RSS round robin blog’s feed

  • Nozioni di Marketing (le avventure di Barabànov e Mariputèn)
    1. l’esito dei corpi in stato di trasloco - Una estate per Barabànov non c’era stato mare, o quasi. Giusto un paio di volte c’era stato mare, che era già agosto, mare, e aveva stabilito che quell’agosto senza mare o quasi, quell’estate senza mare o quasi, doveva essere un deciso spartiacque della sua vita. Spartiacque vuol dire [...]
  • Fame
    Posted in (p)Recensioni & vanità Tagged: fame, gabriele geri, talent show, teatro, vierone
  • Lettera a pulp
    di Tiziano Scarpa Cari stagionati ragazzi, i vostri interventi mi hanno procurato un quarto d’ora di sano divertimento. Mi presento. Sono uno stagionato ragazzo che da una decina d’anni scrive di critica letteraria e di altri argomenti cosiddetti culturali. L’ottanta per cento di questi interventi è uscito per noti giornali e riviste di regime, tra i quali [ […]