Continuando con la serie di film del cazzo che ultimamente mi reco festante a vedere, vorrei relazionarvi su Baària. Baària sono andato ieri sera, me lo sentivo colare dal naso che era una cagata, però eravamo in cinque e non volevo fare il guastafeste. Che tra l’altro avevo appena finito di bere un White Russian e mi ero ingozzato di cuscus, ero bello cotto e non ne avevo nemmeno voglia di rompere i coglioni al mio prossimo. Questo Baària del celebre regista Giuseppe Tornatore secondo me bisognerebbe passare lontano anche dai cinema che lo proiettano (made in Federico). Intanto è un film sbagliato proprio da un punto di vista strutturale, perché la frammentarietà del racconto mal si adatta alla fastidiosa cura dell’immagine tornatoriana, che è una cura così insopportabile che al confronto Zeffirelli fa i film col videocitofono. E poi fa anche schifo perché è un film spudorato nella sua superficialità, tutti questi colori, questa luce iperrealistica, la recitazione scolastica, la pletora di camei eccellenti: più che un film sembra il presepe vivente di Canosa di Puglia (ma il film è ambientato a Bagheria, in provincia di Palermo). Mi pare inoltre discutibile la scelta di immergere la storia di questa famiglia e di questi personaggi in un clima da fiaba, e qui arrivo al difetto principale del film, che è la sua ambiguità, ma ambiguità nel senso più deteriore del termine, ambiguità nel senso di distacco e distanza dalla vicenda e dalla Storia, come se il sempre più mediocre Peppino non volesse sporcarsi le mani e, soprattutto, non volesse dispiacere a nessuno. Secondo me questo film ha disgustato anche Tornatore, anzi credo che lo stesso regista abbia in fondo odiato i personaggi a cui ha provato, senza riuscirci, a dare credibilità e vita. Tutto questo per nun parla’ de le musiche de Morricone, che so’ invadenti e chiassose e m’hanno rovinato la diggestione der cuscus.
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nemmeno nei quartieri dove c’è un cinema che… rivendico rivendico! E infatti ce vado cor cazzo a vedello…
neanche a me è piaciuto. la bellucci si vede per 0,3 secondi, un cameo con la c maiuscola
non potrei essere più d’accordo (e il film, va da sé, non l’ho visto). ho commesso l’errore di vedere “La sconosciuta”, un paio d’anni fa. Da quel momento Morricone mi dà l’orticaria, e la pellicola insalivata da quanto è lucida di Tornatore nun la pozzo vede’ manco in trailer. E dio mio dio mio mi posso immaginare il condimento di meridionalismo mandolinato, coreografie studiate al millimetro, e luoghi comuni che tanto piacciono e piaceranno agli americani (ma anche no, chi lo sa, magari se so’ svegliati)… il tutto pagato fior di milioni, ci mancherebbe. teribbbile…