16 anni

I giornali, tornati in edicola oggi, parlano di un fatto avvenuto nella notte di San Silvestro a Racconigi, in provincia di Cuneo, dove i festeggiamenti di Capodanno si sono trasformati in tragedia. Più ancora dell’episodio, peraltro agghiacciante, mi ha impressionato la vicenda di una delle vittime, un sedicenne albanese che è stato ospite, l’estate scorsa, dell’istituto in cui lavoro. Stamattina ho riletto il fascicolo del ragazzino, che si chiamava Ardit. Ripercorrere le tappe del suo soggiorno in Italia, significa imbattersi in un’interminabile sequenza prima di sbruffonate, e poi di violenze e aggressioni via via più feroci, e ancora di fughe dalle comunità a cui veniva affidato, tutto sotto il segno di una pervicace volontà di autodistruzione e di una sistematica incapacità di accettare ogni aiuto che gli venisse offerto, come se Ardit fosse cosciente che la sua corsa doveva finire solo con una morte drammaticamente precoce. Ma ciò che più mi ha dato i brividi è stato leggere il “virgolettato” del padre di Ardit, riportato nel fascicolo. Dopo una delle tante bravate del figlio, alla domanda degli operatori se non fosse meglio per il giovane tornare in Albania, suo padre rispondeva: “meglio di no, qui la situazione non è buona”.

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1 Response to “16 anni”


  1. 1 Il jolly gennaio 3, 2008 alle 3:25 pm

    Caro geometra,

    purtroppo il triste epilogo della breve vita di Ardit non è che uno delle tante tragedie accadute durante i festeggiamenti pe il primo dell’anno. C’è anche chi muore a causa di un proiettile vagante…mi chiedo dov’è che “la situazione non è buona”, se qui o in Albania…

    Io, però, vorrei raccontare una cosa carina. E’ andata così: Budapest, tanta, tanta neve e freddo. Ma è stato fantastico perchè chi incontro? Tre genovesi: “geometri?” no, grazie. Una ragazza e due ragazzi, ma di un carino…ci scambiamo gli auguri sul ponte delle catene, poi ci invitano a bere del vino caldo con loro (io voglio proprio sfatare sto mito dei genovesi dalle braccine corte, a questo punto Bruno dice che l’unico spilorcio è quel signore coi Baffi nativo di Savona…). Chiedo loro se conoscono Angelo Calvisi, mi dicono imbarazzati di no, ma che, una volta a Genova, provvederanno a procacciarsi il libro. Io con Valeria mi ci trovo subito troppo bene e mi fa strano stante la mia atavica insofferenza per le mie simili. E di fatti le chiedo “ma quando sei nata?” e lei mi dice che è nata il mio stesso giorno! Vedi geometra, tu che ai segni non ci credevi poi tanto…
    Poi facciamo la strada insieme fino a casa loro, ci invitano a Genova, noi gli diciamo che ci saremo a Genova, presto, prestissimo, col nostro “geometra a teatro” e loro ci promettono un pesto super, quello vero!
    Grazie Valeria, Roberto & Fabrizio, siamo stati troppo bene!


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