Alle prese con una verde milonguera 1.1

1.1. Ho imparato il passo base. Laterale, avanti, laterale, indietro. Me l’ha insegnato il mio amico Paolino, ma è ancora un po’ poco per ballare il tango. Il mio amico Paolino non se ne perde una. Di milonga, intendo. Mi ha portato dietro il Museo del Mare. C’era un Festival, un sacco di gente di tutte le età. Persone che conosco, anche. Un tipo alto, magro, un sorriso da puttaniere. Ogni tanto lo vedo alla partita. Cinquant’anni o giù di lì. Ballava da dio. C’era questa donna completamente abbandonata, sembrava che sognasse. O che volasse. Era una bella donna, elegante, più o meno dell’età del puttaniere. Ha fatto quella mossa che io non so come si chiama, si teneva sulle punte delle scarpe, inclinata, abbracciata alle spalle dell’uomo che incontro alla partita. Lui le girava intorno, e lei ferma, con gli occhi chiusi: il braccio di un compasso. Chi ha detto che le gambe delle donne sono dei compassi che misurano il mondo? Non lo so, però è vero. Sono rimasto a guardare la mossa del compasso, la meraviglia, e più o meno dopo cinque secondi ho deciso che quella mossa lì l’avrei imparata anch’io.

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1 Response to “Alle prese con una verde milonguera 1.1”


  1. 1 Stagista giugno 25, 2008 alle 10:46 pm

    Ti spezzo le braccine, altro che compasso!


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