Per servirla

 Aveva un volto dolce, talvolta un po’ dolente. Intuivo la pelle docile delle spalle e la consistenza elastica delle fasce muscolari attorno alle vertebre. Era rotonda in certi punti, in altri più pianura. La cuccagna. Per un caso fortuito venne a dormire a casa mia, letti separati. Ma nel buio mi avvicinai. – Vorrei baciarti la schiena, – dissi. Lei avvisò che mi avrebbe concesso soltanto cinque minuti. Le sfilai la camicia del pigiama che le avevo prestato, lei mi mostrò la sua schiena perfetta, che cominciai a baciare come un incendiario.

– Come stai? – Chiesi.

– Un po’ tesa, – rispose.

– Vuoi che smetta? – Feci.

E qui mi tramortì: – Hai ancora due minuti…

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