Descrizione di un luogo e di un avvenimento

Quando scendo dall’autobus di fronte alla stazione marittima, poi devo camminare ancora cinque minuti direzione monti, passare sotto un archivolto e attraversare la strada sulle strisce pedonali. Dopo le strisce pedonali vado ancora un po’ avanti, sulla sinistra c’è una scalinata dove i tossici vanno a bucarsi, c’è odore di piscio, la scalinata bisogna farla altrimenti allunghi il tragitto di un quarto d’ora. In cima alla scalinata si vede il complesso, il monastero dove ci sono le comunità. Comunità di tossici comunità di minori richiedenti asilo politico comunità di minori extracomunitari non accompagnati. Io adesso lavoro una notte alla settimana in quest’ultima comunità, primo piano del monastero. Per raggiungerla devi fare un’altra scala esterna senza odore di piscio poi una passerella metallica che nel cortile stanno sbancando con i caterpillar per fare gli interventi che altrimenti viene giù il fianco della collina. Alla fine della passerella il cancello, poi il portone della comunità dove lavoro. La comunità dove lavoro, un lungo corridoio con le stanze per i minori che dormono in coppia, un salone disadorno con la TV che non si vede una mazza, pareti bianche e giallo ocra, pavimento nero, a lastroni. Come descrizione può bastare. Nella comunità dieci ragazzi. Trattasi di qualche albanese, qualche egiziano, altri nord africani, alcuni emerite teste di minchia, altri no. Stasera sono qui, mi sono incazzato come una vipera che qualcuno sbatteva la porta della sala dove fumano, la sbatteva violentemente, ripetutamente, appena giravo l’angolo, hanno fatto cadere l’intonaco sopra lo stipite. Stipite e porta in legno color noce, postilla della descrizione. Ad ogni modo sono tornato nella sala fumatori, ero incazzato, uno si è messo a ridere e che cacchio ridi, gli ho urlato, ero furioso. Mai alzato la voce così tanto, ora sono rauco, gli ho urlato che è assurdo spaccare le cose buttare per terra le bucce della frutta è assurdo perché in quel posto ci devono vivere loro è assurdo che si rubino la roba a vicenda è assurdo che non sfruttino nemmeno quella merda di risorse e possibilità di percorso all’interno di una società, quella poca merdina sempre meglio di niente che il merdoso Comune di Genova gli assegna. Ho urlato come un pazzo, continuavo a dire che è assurdo, non ridacchiavano più, stavano zitti a guardarmi, e in quel momento ho avuto il sospetto di non aver capito un cazzo, in generale, della vita.

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2 Responses to “Descrizione di un luogo e di un avvenimento”


  1. 1 Anonimo febbraio 15, 2010 alle 6:48 pm

    è bello chi la detto xche lo letto ed è veramente bello


  1. 1 Descrizione di un luogo e di un avvenimento « RoundRobin Trackback su marzo 27, 2009 alle 10:37 am

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