L’internazionale

Sono bellissimo quando sono ubriaco e domenica sera ero ubriaco e vi lascio qui un resoconto. Con il mio amico Paolino sono andato al bar dell’altro mio amico Sahid (iraniano) a bere qualche colpo e fare discorsi di cui vi relazionerò nei prossimi post. Una serata che ti fa capire che la vita, se vuole, può essere meravigliosa. C’era in un tavolo vicino una signorina tedesca molto graziosa che guardava Paolino anche se si sbagliava, perché avrebbe dovuto guardare me, se solo fosse stata un po’ più accorta. Siccome sono preso dal libro di cui al post precedente, ho detto a Paolino di allungarle un biglietto con scritto: Domani nella battaglia pensa a me, solo che lui è un pusillanime e non lo ha fatto. Poi c’era un altro tavolo con due ragazze italiane altrettanto graziose con cui abbiamo scambiato sette parole di numero, ma erano un tantino giovani, o forse noi eravamo già troppo ubriachi. Allora mi sono consolato mandando messaggi cellulari per i quali non ho ricevuto risposta alcuna, pazienza. A un certo punto è arrivato un tale con la faccia da aborigeno australiano e voleva ammannirci due rose, a me e Paolino, come due perfetti froci, e sia ben chiaro che non ho niente contro i froci, e siccome non ho niente contro i froci (da qui in poi la frase slitta nella consecutio), ho pagato le rose e le ho fatte consegnare alle due ragazze altrettanto graziose sopra citate le quali ci hanno offerto delle sigarette e chissà se le rivedremo più (le ragazze, non le sigarette). Alla fine tornando a casa sono stato fermato sulla piazza della cattedrale da una ennesima ragazza, stavolta spagnola, ma più giovane dell’acqua, che non era graziosa bensì deliziosa, e ha detto di conoscermi, cioè che mi ha incontrato a una festa un anno fa (un anno fa!) che avevo suonato la chitarra e mi ero paradossalmente fatto una fama immeritata da chitarrista. Che bella la ragazza deliziosa! Che bella la fama immeritata da chitarrista! Che bello lo stato d’animo, a casa, mentre mi lavo i denti! Mi è arrivato anche un messaggio sul telefonino. Chi sarà? La deliziosa ragazza spagnola? No. Trattasi del merdoso amico Paolino, che ha letto nel pensiero della mia contentezza e scrive: domani sarai triste, non è la vita, è l’alcol. Io dico: va bene, sarà l’alcol. Ma se bastano quindici euro e un pezzettino di fegato al giorno direi quasi che ne vale la pena.

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