Sabato sera, tra le 23.18 e le 23.20

Dialogo testuale tra me (U) e miss M. (D),  tipo sbobinato, avevo il cellulare in mano, l’ho registrato.

D Oh, ma… Ciao! Ma quanto… Come stai?

U Eh, oh, bene, e tu?

D Saranno… Quanti anni saranno?

U Quanti anni?

D Saranno almeno…

U Eh, saranno almeno tre o quattro anni, almeno…

D Mamma mia… Ma come stai? Furbetto!

U Bene, bene e tu?

D Anch’io, ma guarda… Ti trovo bene, dimagrito…

U Eh, insomma… Anche tu sei sempre…

D Ma dài… Come stai? Dài racconta.

U Eh…

D E tuo figlio? Chissà come sarà alto.

U Si è appena…

D Sei sempre…? Lavori sempre dal…?

U No.

D Ah, e il fungone? Ma ti ricordi? Che incubo!

U Eh, il fungone… Ma tu abiti sempre a…

D Si sì, sempre là. Ti ricordi?

U Eccome. Mi ricordo sì.

D Eh…

U Già.

D Comunque poi…

U Sì sì.

D Ma dài, che forte.

U E come sei messa, il lavoro? Sai io non…

D Eh, anch’io, ma poi…

U Si sì, ora che lo so…

D Si sì, dammi un bacino.

U Eh, ciao.

D Ciao ciao… Sentiamoci un po’, che adesso…

U Sì sì.

D Ci conto, eh…

U Sì sì.

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