Ce moro

Mi madre ha detto che er cane mio c’ha lo sguardo da cerbiatto. Dolce dolce innamorasse ma dolce pure fatte allontana’ a la deriva, nell’obbblio. Nell’obblò. Dice: l’amore nun conosce giudizio. Dice: nun te masturba’ che in quello stato te fa male. Nun me l’ha detto mi madre, se capisce. Che sarebbe stato da brivido, a pensacce. Je risponno: c’ho sempre er febbrone, m’annoio. Che devo ffa’? Ce morirò per via de la febbre. Ce moro! La febbre, er dolore ‘rticolare, svariate ernie a le vertebre, li lombi, e c’ho er mal de gola perenne, li morte’. Embé? Embe’ ve saluto, popolo mio! Mentre er Genoa è primo.

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