Libertà di Stampa

Chi mi conosce, chi ha avuto la sventura di essere mio consueto sodale al cinema, sa che il sottoscritto ha un fiuto infallibile nello scegliere dei film di merda. Il motivo è semplice: in generale mi fido delle recensioni che leggo sui giornali. Certe volte subodoro la truffa, per esempio quando i commenti sono discordanti. In quel caso potrei anche scoprire l’inghippo, e tuttavia, anche lì, succede che mi faccio infinocchiare, e l’ultima volta è successo con Cheri, di Frears, che è un regista che ha fatto anche delle cose carine, Alta Fedeltà, tanto per dirne uno, e di questo Cheri c’era chi ne parlava bene e chi ne parlava male, ma siccome ero in graziosa compagnia ho detto vabbe’, è un film romantico, andiamo. Una cagata, detto per inciso, invedibile, ma non si tratta di questo. In realtà la cosa che mi fa incazzare di più è quando i commenti sono univocamente positivi, poi vai al cinema e assisti a delle minchiate vertiginose, ed è più o meno quello che mi è accaduto ieri con Basta Che Funzioni, del mio amato Woody Allen, che ormai non azzecca più un film da dieci anni. Insomma, ragazzi, non credeteci! Se non avete mai visto Manhattan o Broadway Danny Rose o La Rosa Purpurea del Cairo o Annie Hall o Hannah e le sue Sorelle, per farla breve: se non siete appassionati di Woody Allen quest’ultimo film potrebbe anche strapparvi qualche risata, ma se avete voluto bene al grande Woody degli anni ’70 e ’80, be’, statene proprio lontani.

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4 Responses to “Libertà di Stampa”


  1. 1 Tommaso ottobre 3, 2009 alle 2:57 pm

    Quando i commenti sembrano solo positivi è perchè non si è cercato bene. Questo ultrascarto alimentare anti-cinematografico di poca sostanza ha avuto i suoi bei detrattori.
    Un doppiaggio criminale non lo ha aiutato, in Italia.

  2. 2 davide (rred) ottobre 3, 2009 alle 6:58 pm

    non ho visto il film (condivido la tua opinione sugli ultimi, tristissimi, dieci anni di attività del nostro), ma questa volta avrei infranto il voto di non dare più credito (e soldi) all’amico woody, a patto di trovare il film in lingua originale. Ti dico, il vice-woody stavolta è Larry David, autore televisivo e recentemente interprete di sé stesso in una delle serie più divertenti uscite in america negli ultimi anni “Curb your enthusiasm”. Se riesci a procurartela (scaricata, o in dvd dagli usa) vale assolutamente la pena vederla. Solo che, appunto, se uno è abituato a sentirlo in inglese, e a sganasciarsi, teme quello che potrebbe fare (e, a quanto leggo, ha fatto) il doppiaggio italiano (che una volta, mi pare, era buono, ma ormai…)

  3. 3 tito ottobre 5, 2009 alle 9:38 pm

    Tommaso, suggeriscimi dove trovare delle recensioni credibili, altrimenti ce moro. Grazie.

  4. 4 Tommaso ottobre 6, 2009 alle 7:33 pm

    Purtroppo le nuove frontiere della critica ci impongono – e ci imporranno sempre più in futuro – di seguire le firme più che le piattaforme che le ospitano. E visto che lo stesso futuro porterà probabilmente a un incremento della “mobilità” di questo particolare settore, bisogna “individuare gli individui” e seguirli in modo de-localizzato, globale e trans-mediale.

    Esempio: questa recensione e questo sito – http://www.cinefile.biz/?p=13919

    L’autore è parecchio d’accordo con te – anche se colpevolmente lo dice più nei commenti che nel testo – ma non mi sentirei di consigliarti il sito nella sua interezza, perchè ospita scritti di persone di cui non ho una grande stima professionale.

    Non sono d’aiuto, lo so.


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