Finale

La gente normale scrive l’inizio di un romanzo. Io sono un idiota e ne scrivo la fine. Eccola.

Il testimone invisibile ha assistito a tutto, pezzo dopo pezzo, e si è marcato anche la frenesia dei giornalisti, l’esodo di dio, le storie oltre il quadro. Si è fatto un’idea. Forse, per comprendere la vita, oc­corre veramente pensare a certi film francesi, che si può azzerare l’audio perché intanto i dialoghi sono superflui, e ciò che importa sono i movimenti del corpo, i gesti, le espressioni del viso. E cosa salta fuori? La sensazione spiacevole che se vedi un giorno li hai visti tutti. O almeno così la pensa il testimone invisibile, che allontanandosi allarga l’inquadratura sempre di più, a dismisura, e Genova è come una chiazza di cemento, anonima, e soltanto un po’ più luminosa.

Ai piani bassi non ci si accorge di nulla. La troupe del testimone invisibile se n’è appena andata, tutto sbaraccato, ma si va avanti col solito tran tran. Tu e Roberta vi incontrate a mezzanotte, di fronte all’e­dicola notturna, dove sono già comparse le locandi­ne del quotidiano. Ciò che accadrà tra stasera e do­mani è facile da immaginare. Probabilmente, quan­do tua madre tornerà dall’ospedale e ti racconterà la sua giornata, ti preoccuperai, e magari proverai an­che un po’ di rimorso per Monica. Ma ci penserai a suo tempo. Ora hai spento il cellulare, hai chiuso nell’armadio il bell’abito blu e ti sei vestito con i jeans e una polo chiara. Roberta è più bella di come la ricordavi, e il suo saluto è come una carezza dol­cissima.

Non c’è molto da aggiungere. La prendi per mano, le baci la fronte, girate per un po’ nella città vecchia, parlando quasi niente. Poi andate a cercare una spiaggia che non sia stata proprio distrutta dalla burrasca, per vedere dal mare un’altra alba liquida. La pri­ma luce livida vi coglie che state ancora facendo l’a­more, nascosti tra due barche. Il vento lasco della notte ha raggiunto nidi, fo­glie, balconi, e adesso sfianca piano i panni stesi.

Resta da stabilire cosa è successo prima. Qualcuno ha qualche idea?  Eh?

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2 Responses to “Finale”


  1. 1 Marco Vezzoli ottobre 27, 2009 alle 1:05 pm

    Suggerimento (forse banale, ma almeno è un punto di partenza)

    Le due sorelle Monica e Roberta, uno o due anni di differenza, si innamorano dello stesso uomo (il protagonista). Roberta lo conosce per prima, lo ama e lo fa conoscere a casa. Qui c’è l’incontro con Monica. Inizia una doppia storia fatta di segreti e sotterfugi nel quale lui è convinto di avere per sé le due donne ma in realtà sono loro a condurre il gioco; lui asseconda ogni loro volere finché la storia casualmente non viene alla luce e tra le due sorelle scoppia il finimondo. Entrambe lo rivendicano, ma ora più per orgoglio che per amore, anche se il protagonista è sempre convinto di essere l’oggetto primo del loro desiderio.
    I litigi si protraggono (come pure le relazioni con il protagonista maschile), sia in privato che in pubblico, in un crescendo di tensioni nel quale Roberta si fa scappare un “Io ti ammazzo”, rivolto alla sorella.
    Per cercare la pacificazione la madre le costringe ad un weekend in montagna nel quale durante una escursione Monica scivola (o viene spinta?) e cade in un dirupo. La ragazza muore. Da questo momento inizia ad aleggiare la figura di un testimone misterioso che vede la scena, ricostruisce la storia e immagina di poter ricattare qualcuno per aver portato a termine un piano criminoso premeditato.
    Roberta torna a casa, si riunisce al protagonista maschile (ignaro ovviamente di tutto) e cercano insieme di superare il dramma anche se lei si accorge che ogni tanto qualcuno la segue.
    In realtà il testimone misterioso è solo la coscienza di Roberta che la tormenta, in uno sdoppiamento di personalità, con telefonate, lettere o messaggi inesistenti.
    Nel finale questo tormento interiore la costringe a confessare al protagonista maschile il reato (o presunto tale) da lei commesso, ma lui, che non vuole perderla (ed anche pusillanime), la convincerà di aver commesso un gesto comprensibile e quasi “umano”.
    Così lui potrà continuare la sua vita con almeno una delle due.
    E, da questo momento, il testimone misterioso scompare.

    Non so se sia troppo assurdo o troppo banale. Ma almeno è una traccia su cui ragionare.
    Fammi sapere cosa ne pensi.
    Ciao

    Marco

  2. 2 tito ottobre 27, 2009 alle 3:22 pm

    lo leggo meglio e poi ti dico. ma cmq non importa. importa che mi hai scritto, e di questo ti ringrazio. anzi, ora che ci penso: non ho da dirti niente, ognuno dovrebbe fare ciò che vuole! un racconto in fieri, a rebours. ecco, l’ho detto.


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