Un tranquillo week end de paura

– Nanni! Nanni, scrivi! Fatti sentire, Nanni! Nanni!
– A Ciccio, sto ar Colosseo!
– E il lettone?
– Ci dormiamo tutti e tre.
– Dove?
– Ner lettone.
– Sì, vabbe’. Ma non possiamo andare dritti?
– De che?
– L’Alexander Platz, er jazz, gli anni ’80. Annamo dritti.
– Semo d’accordo. Ma te intanto bevi. E bevi bevi! Che poi te brutalizzo.

ROMA, 23-25 novembre 2009. Un tranquillo week end de paura.

Annunci

9 Responses to “Un tranquillo week end de paura”


  1. 1 federico ottobre 26, 2009 alle 1:13 pm

    manco ce sete passati all’alexanderplatz… paura!

    • 2 Gina ottobre 28, 2009 alle 6:29 pm

      LE CONDIZIONI DELL’UOMO MODERNO
      Sabato sera “Parole e vino” . Così al volo. Da un giorno all’altro ” Gina dai! Tra amici. Presentiamo! Una trilogia.”
      Io: “ok.”
      Non avevo letto un cazzo.
      Presento.
      Tre libri di follie. Il personaggio del primo è un esaltato, del secondo un depresso, nel terzo trova la sua dimensione in un video gioco.
      Fichissimo.
      Beviamo.
      Claudio ci porta le pizze. Fredde. Ma tanto noi beviamo che ce frega.
      Scrittore alla terza lettura sbiascica. Consapevole.
      Fighissimo (con la g).

      Ore 21.00 serranda si chiude e via alle iniziative. Allora Gina prende iniziativa consapevole (anche lei) che, se avesse preso iniziativa, avrebbe fatto tardissimo con sullo stomaco il pensiero CHE L’INDOMANI (DOMENICA) SI SAREBBE BATTEZZATA UNA NIPOTE E CHE SE STAVOLTA ARRIVAVA TARDI I TAGLIANDI DEL PERDONO ERANO FINITI.
      E pure la scusa dell’ora legale in mezzo.

      “Dai, tutti a bere una cosa!”
      Yea.
      Chiudo, vado da Claudio a portargli i soldi delle pizze, Claudio non li vuole, io glie l’infilo nelle tasche, lui mi rincorre, mi rincorre con una cosa di alluminio e me la da in testa, io faccio “aglia” a scoppio ritardato, lui ride io pure e me ne vado.
      Respiro.
      E ad agio li raggiungo.

      A tavola, fuori ,col fungo, quindi caldo comunque, Minea ( il cane) addosso,ancora non hanno ordinato, dai sù che prendete? due birre medie, una doppia malto (la mia), due passis o come si scrive, una guinnes, una birra piccola.
      Eloa a me: “Dai Gina allora ci andiamo all’Init a vedere il trombettista, un’ orchestra, venti elementi che improvvisano, che figata sempre con la g, dai l’ora legale dormi un’ora in più all’una ce ne andiamo”
      “Si Elo ok però….” ” PERO’ ? ” ” Niente, mi devo solo cambiare. Passiamo a casa, al volo”. (Sto abitando a Piazza Renzi dietro Santa Maria con l’amico Tino )
      E lo scrittore + amico? Proposta. Bocciata, non da loro ma dal romano che li ospita, compleanno di altro amico.

      Minea, Eloa, Margarita ed io al volo a casa mia. Entro, non trovo un cazzo. Mi cambio solo le scarpe e il giacchetto. Poi Minea a casa, le aspetto in macchina. Scendono ,Eloa al telefono, attacca e mi dice “Hanno messo i sigilli all’Init. E’ saltata la serata”
      Vabbè io adesso voglio uscire. Chiamiamo loro che accennavano al Compastaccio e se l’accenno si è nel frattempo tramutato in una proposizione di senso compiuto, andiamo.

      Compastaccio. Pessimo. Bambini impazziti. Writer’s friend offre da bere. Rum e cola. Però…., ma non eravate tirchi voi genovesi? I Luoghi comuni…
      Ospite d’onore er Piotta, andiamo fuori.
      Scrittore, fuori anche lui, su una sedia, dorme.
      No no.
      Dai andiamo da un’altra parte.
      Lo scrittore, l’amico ed io.
      All’Alexander…zz.
      Stavolta è lo scrittore che offre da bere. Saluto il contrabbasso, il cuoco ,che mi fa un panino, e torno da loro. Parliamo, e ci guardiamo.

      Frase del giorno: Mettere in difficoltà inconsapevolmente attrae.

      E’ tardi per l’Alexander..zzz e per noi no. Treno alle 6.00. Che facciamo? Appoggiamoci a casa.
      Sveglio Tino. Si ri-corica nel mio letto e ci lascia il suo grande. A noi, in tre. Beviamo ancora. BEVIAMO UNA BOTTIGLIETTA DI SPUMANTE CHE LINO AVEVA PORTATO DALL’ARGENTINA E CHE PER TENERE AL SICURO AVEVA TOLTO DALLA CASA MATERNA E PORTATA NEL TUGURIO ROMANO. Cazzo, dirò due giorni dopo”
      Lo stereo. Si, lo stereo ci vuole. Mina. La Mina collection di Tino.

      La disposizione a tre nel letto. Io tutta a sinistra, scrittore a destra e writer’s friend al centro. Mi tocca. Ma chi è che dice che le donne non soffrono l’astinenza? Stronzate.
      Arrotolati.
      Scrittore si alza e se ne va A PIEDI CON LA VALIGIA ALLA STAZIONE TERMINI.
      Un disastro.
      A letto no però.
      “Però andiamo” dico al writer’s friend . Mica possiamo lasciarlo solo fino alle sei a Termini. Da solo e incazzato.
      Andiamo. Roma che città. Beh si dico io. Lampioni sugli edifici e strada deserta. Beh si.

      Domenica.
      Ti dirò. Neanche troppo malmessa. Il sesso rigenera non c’è niente da fare.
      Ma soprattutto un quarantenne che dopo una notte senza nulla a pretendere , ti manda un messaggino dal treno “Buongiorno Meri” al quale io, non avendo memorizzato il suo numero rispondo “Buongiorno, chi sei?”
      Fantastico.

      “Writer’s friend di ieri sera”

      […]

      Ieri sera (lunedi) io, goliardica scrivo : “Ci riincontriamo a metà strada?” .
      Writer’s friend: “E’ STATA UNA COSA CHE NON MI ASPETTAVO, E’ STATA UNA BELLA COSA ..” (ci si tenga forte ) “MA NON SONO IN GRADO IN QUESTO PERIODO DI INSTAURARE UNA RELAZIONE”

      ?
      Relazione?
      ?

      (se è per quello nemmeno io.)

      “Buonanotte “

      • 3 afterbully ottobre 29, 2009 alle 1:27 am

        ecco! (qui fate conto ci sia una bestemmia) pure la figura del coglione…

      • 4 federico ottobre 29, 2009 alle 9:00 am

        – Vabbè, s’òo semo visto.
        – io n’ t’ho visto, t’ho vissuto. Però nun te ne poi annà così…
        – Purtroppo c’ho du’ pratiche da sbrigà…

        [Piotta feat Valerio Mastandrea, 1999]

        ps. a Gi’, der resto se ner messaggio te chiamava Meri ce deve sicuramente esse stata una quarche forma de disguido…

  2. 5 tito ottobre 26, 2009 alle 9:54 pm

    Ce semo passati, ce semo passati… è lì che c’ha fatto bbeve… Paura!

  3. 6 federico ottobre 27, 2009 alle 1:14 am

    certo nella lista dialogante lo ‘scusate’ del cameriere di ombre rosse e il ‘sarà stato di certo un disguido’ dietro l’angolo, sulle ali della brezza del nostro tentativo di ‘vento’ quando pensavamo di averla ormai sfangata, ce potevano pure sta… :D

  4. 7 afterbully ottobre 28, 2009 alle 2:18 am

    ma ciccio… che fine ha fatto?

  5. 8 Anonimo ottobre 29, 2009 alle 4:30 am

    Grazie Gina Grazie!!!

    P.S. a Trastevere si tromba da dio!

  6. 9 tito ottobre 29, 2009 alle 12:16 pm

    ho creato un mostro.


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...





%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: