Maledetto Nicholas Sparks

Pioveva, non c’era niente da fare, nun se poteva prenne er cane e pisciallo, insomma: una bella giornata di ozio. Abbiamo deciso di guardare i dvd, e i dvd li ha scelti lei, è andata a prenderli in un negozio che fa la svendita, ne ha presi quattro o cinque, e ha voluto sceglierli lei sempre per il famoso motivo che in questi casi e in molti altri il sottoscritto ha il fiuto di un polipo. Va bene. Il primo si intitola Le parole con non ti ho detto, c’è Kevin Costner e Robin Wright, è romantico, dice lei, vabbe’. Comincia con un messaggio in bottiglia, una straziante lettera d’amore indirizzata a una donna morta, poi c’è la giornalista abbandonata dal marito che trova la bottiglia sulla spiaggia, poi c’è la ricerca dell’autore del messaggio nella bottiglia, poi c’è la storia d’amore tra questi due stronzi, ma il più stronzo è lui che ha i sensi di colpa per la moglie morta e non si vuole lasciare andare, ma poi alla fine decide di sì, solo che quando sta per partire e raggiungere la giornalista viene colto da una tempesta mentre è in barca (perché lui è un costruttore di barche, lui!) e nel tentativo di salvare una famiglia che navigava su un’altra barca lì vicino ci lascia la ghirba. A quel punto io questi film lo so che effetto mi fanno, mi metto a piangere come un idiota e difatti scorrono i titoli di coda e io ho la faccia sciolta. Allora dopo abbiamo messo il secondo dvd che è romantico ma non da piangere, dice lei, e si intitola Come un uragano e c’è Richard Gere che fa il chirurgo che ha appena visto morire una sua paziente mentre la operava e Diane Lane (vecchierella, prima mi piaceva, adesso non mi piace più) che anche lei è stata appena lasciata dal marito che però nel frattempo si è pentito e vorrebbe tornare, solo che ormai Diane Lane non lo vuole più tra i piedi e fa anche bene perché suo marito è un rutto inconcepibile. Poi qui c’è un week end che dura più o meno cinque giorni e Diane Lane va in un albergo in riva all’oceano a dare una mano all’amica proprietaria dell’albergo, che intanto i figli di Diane Lane per tutto quel week end lunghissimo sono andati con il padre a Orlando, Florida. In questo albergo bellissimo meraviglioso in riva all’oceano a un certo punto arriva Richard Gere che doveva incontrare il marito della sua paziente morta ma purtroppo è arrivato l’uragano e nell’alberghetto c’erano soltanto Diane Lane e lui e fra i due mentecatti un po’ nervosi scatta la scintilla dell’amore. Cosa fa Richard Gere? Resta? Se ne va? Deve andare via un attimo, cinque o sei mesi, per raggiungere in Ecuador il figlio 28enne, medico anche lui, andato a curare i miserabili senza acqua corrente senza elettricità senza una minchia di niente. Comunque Richard Gere e Diane Lane continuano a scriversi lettere d’amore, si dicono che non si lasceranno più, poi viene finalmente il giorno che Richard Gere può tornare, solo che quella notte succede una frana e lui viene inghiottito nel tentativo di salvare i farmaci nell’ospedale dei miserabili. Ora tralascio il finale, che arriva il figlio di Richard Gere e dice a Diane Lane le testuali parole: grazie perché lei mi ha restituito mio padre, tralasciamo che in fondo erano stati insieme solo cinque giorni, cazzo, e hanno scopato soltanto gli ultimi due, tralasciamo perfino che alla fine del film c’è la scena di una galoppata di cavalli selvaggi sulla spiaggia e Diane Lane che se la ride emozionata, vi vorrei dire che sono andato a studiare la faccenda e ho notato che tutti e due i film recano all’inizio la dicitura: based on novel by Nicholas Sparks. Che così sono andato a controllare chi cacchio fosse questo Nicholas Sparks specialista in storie sfigate e ho visto che dai suoi libri hanno tratto altri due film. Uno si intitola Le pagine della nostra vita e parla di una coppia di anziani coniugi, peccato che lei ha il morbo d’Alzhaimer e non capisce veramente un cazzo, ma alla fine ha un attimo di lucidità e dice: speriamo di morire, e il marito risponde: speriamo di sì! E difatti la sequenza conclusiva c’è un volo di gabbiani e anche loro, gli anziani coniugi, bum, belli morti. Il secondo film, cioè l’ultimo, di questo maledetto Nicholas Sparks dei miei coglioni, si intitola I passi dell’amore e parla della storia contrastata fra il giovane ribelle e la figlia del reverendo, e quando sembrerebbe che per una volta tutto possa filare via liscio si scopre che lei ha la leucemia mortale. Ecco, ora non saprei cosa aggiungere. L’unica cosa, anche se dubito, mi piacerebbe che Nicholas Sparks passasse da questo luogo virtuale. Se ci passi, caro Nicholas Sparks, sappi che a Genova, Italia, hai un nemico implacabile che vuole vendicarsi di una giornata romantica trascorsa a piangere per le tue storie di merda.

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