impara a diffidare delle mamme che cadono

Ora che la mamma ha assunto il colore lilla dei suoi fiori preferiti, e non era infrequente che la mamma facesse irruzione nella mia cameretta, e io venissi svegliato di soprassalto nel cuore della notte dalla mamma ormai cinquantenne che simulava periodicamente tardive gravidanze, la mamma che mi svegliava e ordinava di procurare al più presto un mazzolino dei fiori che dicevo prima, oppure annunciava una voglia di melone, e si era in autunno, la mamma che con pretese di rosolio o gelato al gusto di malaga si presentava urlante alla mia porta nella notte più profonda di novembre, ora che la mamma ha raggiunto una pace a temperatura ambiente e non differisce l’aroma della salma da quello delle estremità quali erano state in vita, e glielo facevo presente, alla mamma, e lamentandomi indicavo i suoi piedi callosi, origine di ogni nefandezza, ma lei si opponeva, imputava l’afrore pervicace alle mie pantofole, immacolate de fonseca che la mamma descriveva pregne dei miei miasmi da cataletto, la mamma carnosa come un emisfero, sprofondata in poltrona ribaltabile, per mostrarmi tutto il suo diniego con gesto di insospettata agilità mi sforbiciava sul volto la tanfosissima fetta, negando l’evidenza del fetore paradisiaco, e a questo punto bisognerebbe parlare delle proverbiali scoregge della mamma, boati che rivaleggiavano con quelle di sua madre, la nonna, che io non conobbi, però le mie non puzzano, precisava la mamma, e ora in quale universo sono confluiti gli estri di questa mentecatta, mille e più episodi relativi alla nostra lunga storia d’amore che mi tornano alla mente, ora che la mamma mi appare più immobile delle stelle nel cielo e sono finalmente sicuro che è morta, lo capisco per via della ragnatela biancastra che le ricopre lo sguardo, in altre circostanze mi aveva fatto gli scherzetti, millantando agonia o dipartita definitiva con make up da kolossal hollywoodiano, ma stavolta no, e io mi posso così sdraiare a terra, al suo fianco, con l’orecchio a contatto del sangue che è sangue e non salsa di pomodoro, il liquido fuoriuscito da mia mamma: un sangue vecchio e non ancora secco.

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