il carretto fantasma

il carretto fantasma e quell’uomo gridava: geriatri!

al 21 del mese i nostri soldi erano già fantasmi.

io pensavo a mia madre e rivedevo i suoi gelati,

i più buoni eran coni di marchi perlopiù sconosciuti.

all’uscita di scuola i ragazzi vendevan gelati,

io restavo a guardarli cercando il coraggio per i fantasmi,

poi sconfitto tornavo a giocar con carretti e geriatri

e la sera al telefono tu mi chiedevi: perché non passi?

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