rolling stone

in edicola si può trovare il numero speciale da collezione di rolling stone, dedicato alla classifica dei 500 migliori album di sempre. è una lettura goduriosa. le prime dieci posizioni sono monopolizzate dai beatles, che piazzano ben quattro lavori. in totale gli artisti più rappresentati sono i fab four, dylan e i rolling stones, tutti con 10 dischi, seguiti da springsteen e dagli who rispettivamente con 8 e 7 album. lettura goduriosa, dicevo, che per esempio ti spinge a cercare qualche informazione in più sul disco alla 40esima posizione, forever change dei love di arthur lee, o a discutere del fatto che i pink floyd siano presenti soltanto con 4 album, tutti sostanzialmente in posizione di rincalzo. personalmente sono contento che i beach boys (3 dischi in classifica), gruppo saccheggiato dai jingle pubblicitari in ogni epoca e in ogni luogo, piazzino al secondo posto della classifica generale il loro pet sounds, e mi fa piacere che john lennon (presente con plastic ono band alla 23esima posizione e imagine all’80esima) surclassi quel fintone di mccartney, che si fa notare per il suo band on the run (alla 418esima posizione!). ben rappresentati led zeppelin, hendrix, bowie e presenti cash, drake e t. rex, che a me piacciono. le sorprese più eclatanti sono, per me, la forse esagerata presenza dei doors (in classifica con 3 dischi sui 5 in totale della loro produzione), la sicuramente esagerata presenza dei police (addirittura 4 dischi su 5) e l’assenza di tim buckley (mentre suo figlio jeff è presente con grace alla 304esima posizione). ottime performance di radiohead (5 dischi in classifica) e nirvana (3 dischi in classifica). assenza per me non condivisibile di un gruppo come i sigur ros a fronte di una inflazione di u2 (ben 5 dischi presenti, compreso all that you can’t leave behind, per me inascoltabile). bello che i dischi degli anni ’60 e ’70 rappresentino quasi il 60% del totale e tutto sommato giusta la trascurabile presenza di un musicista come frank zappa (2 dischi lontanissimi dalle prime 200 posizioni), appartenente più al campo della parodia e della satira di costume che a quello della musica vera e propria.

 

Annunci

6 Responses to “rolling stone”


  1. 1 Paolo Pisoni agosto 21, 2012 alle 8:47 pm

    Non si capisce Frank Zappa, ne lo si può aprrezzare se non si hanno approfondite conoscenze
    sulla teoria musicale.
    il principale incipit compositivo del nostro è da ricercarsi nell’ambito ritmico.
    l’andamento ternario, l’accentatura nanigo, gli stilemi tipici della musica bulgara
    vanno a confluire nel magma musicale ordito dal maestro.
    la melodia, quasi in secondo piano, viene sviluppata spesso in maniera modale, con largo
    utilizzo della scala lidia.
    degna di nota anche la costruzione armonica che tende spesso ad eludere il ruolo fondamentale
    del basso, tipico della musica tonale, con accordi che si estondono anche a voci quali
    tredicesima e quindicesima.
    ne risulta così una costruzione ambivalente, difficilmente riportabile ad una sola tonalità.
    e come detto in precedenza, sopra questo scheletro vengono costruite linee melodiche
    che portano la concezione musicale al limite estremo della sperimantazione ritmica.
    il gusto per la parodia, l’autocitazionismo, la perizia tecnica e teorica, la sensibilità
    e la perfetta conoscenza di timbri e strumenti di qualsiasi tipo sono solo una piccola parte
    di idee che confluiscono nel magistero
    compositivo della più geniale mente musicale del diccianovesimo secolo.
    si chieda a Zubin Metha, o Pierre Boulez.
    Mostruoso anche l’utilizzo della tecnologia. Dall’uso dei primi sintetizzatori
    monofonici,fino al Sinclavier, primo computer destinato al campo musicale. Sua la paternità
    della xenocronia (cfr. google) e la responsabilità di aver passato ad Hendrix l’abuso del wah wah.
    ma oltre allo Zappa prettamente legato allo spartito, esiste uno Zappa
    iconoclasta, pensatore, fautore della libertà di espressione, che sovente si è scagliato
    contro case discografiche, radio, televisione e censura.
    il lascito di Frank Vincent Zappa ha fatto proselitismi anche fuori dall’ambito musicale.
    L’ex presidente ceco Vaclav Havel ed il celebre Matt Groening non hanno mai fatto segreto dell’influenza
    che il pensiero zappiano ha esercitato su di loro.
    Mi piace cittare Riccardo Bertoncelli (cfr. google) quando afferma “Meglio dieci cani che abbaiano
    Sharleena in un pub di periferia che un ottuso popolo mtv-dipendente che non ha la minima idea
    di chi è stato Frank Zappa.”
    Per concludere,semplicemnte, come era solito ripetere Lui
    “se non vi piace la mia musica, potete sempre ascoltare Michael Jackson”.

  2. 2 tito agosto 21, 2012 alle 8:57 pm

    quello che vuoi, ma alla fine, ascoltare frank zappa, è una solenne rottura di cazzo.

  3. 5 Marco Censo Catone agosto 31, 2012 alle 11:41 am

    la classifica è una solenne puttanata iconoclasta e ridicola da parte di una pubblicazione che defeca sentenze a dir poco ridicole


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...





%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: