un maestro

C’era un ignoto nella notte dal giardino il quale senza tregua mi rivolgeva verbigerazione molesta e irritante dice: – schioppate il professore. E: – schioppate Otero Otero Aloysio Aloysio. Come a colpire con voce da spavento e pretese strane mettermi in grave stato d’agitazione non si capisce il motivo. Intende si vede prima svegliare di soprassalto aggiungendo ansia alla sorpresa per il fracasso di certi bidoni da lui rovesciati nell’oscurità. E tornata la quiete mandava dopo a me un sogno pessimo dove apparentemente scendevo da una finestra come ladro. Al cornicione attaccato però molto anche temevo non cadere di sotto nel vuoto sul selciato dunque sfracellarmi. Poi affacciate sono apparse donne che volevano da me baci dicendo sembra: – ucci ucci Corindò. Per il che sono caduto sfracellandomi.

da Comiche, Gianni Celati, Quodlibet, 2012

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