minzolini

io sto con minzolini, e facendo di tutta l’erba un fascio, dico che ci vuole una legge bavaglio che non solo metta un freno alle intercettazioni, ma consenta anche di spegnere i blog. niente, silenzio, non rompete il cazzo, non voglio sentire più niente. a dda veni’ baffone.

i mostri

sabrina cermaria, 45 anni, istruttrice di fitness di pesaro, ha vinto a riccione il titolo di miss chirurgia estetica 2011.

 
Stranamente, quando sorride scorreggia. Maurizio Mattioli lo sa.
 
Sabrina con due compagne del liceo. Raffinata la corona della Miss.
 

Ultimi ritocchi

autobiologia

I segni di una complessione straordinaria si manifesta­rono in me fin dal­la più tenera età. Al compimento del mio terzo anno di vita avevo già dato alle stampe l’edi­zione critica dell’Opera Omnia di Johann Seba­stian Bach ed ero un autentico drago con il kazoo. Mio padre non si ac­corse mai di niente, impegnato com’era nelle sue atti­vità: il favoreggia­mento e lo sfrut­tamento della prostitu­zione. Mia madre, invece, rima­se favorevolmente im­pressionata. Dessa pensava di avere a che fare con un bambino prodigio, un inutile bambino prodigio come se ne ve­devano tanti in quei tempi ricchi di talento. La po­verina pensò addirittu­ra di fare domanda per partecipa­re alla trasmissione televisiva Genius, ma io avevo altri progetti. Fu in quel periodo, infatti, che decisi di diventa­re Gesù Cristo. In un primo momento la mia natura divi­na mi permise di mettere a punto alcuni trucchetti mira­colosi per imbonire gli idioti. Alle feste con i compagnuc­ci della parroc­chia moltiplicavo le pizzette quando co­minciavano a scarseggiare e, come se non bastasse, tra­sformavo l’acqua in Coca Cola. La mia popolarità creb­be in maniera espo­nenziale quando cominciai a cagare oro a diciotto carati. Si interessò alla mia acconcia persona anche un network britannico, che venne a gi­rare un ser­vizio il pomeriggio in cui, vestito da Madonna, pian­gevo lacri­me di sangue. La mia popolarità crebbe a dismisura, soprattutto nei paesi di lingua anglosassone, ma a parte l’oro che mi producevo da me, e che non riuscivo a piaz­zare sul mercato perché fieramente pute­va, di quattrini nemmeno l’ombra. Poiché ero ormai ridotto all’indigen­za, pregai il Signore che sta nei cieli affinché mi consen­tisse di cambiare l’ordine de­gli addendi, ma Egli mi ac­contentò solo a metà. Non piansi oro, ma per un lungo periodo cagai sangue per via della gigantesca emorroide che venne ad occludermi lo sfintere e alla quale diedi il nome di Giacomo il Maggio­re.

candy

here.

un chimico

ha le labbra di carne i capelli di grano

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